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“A rugby si gioca con le mani e con i piedi, ma in particolare con la testa e con il cuore.” DIEGO DOMINGUEZ

E' stata una stagione molto positiva quella della nostra under 18, iniziata con qualche alto e basso e conclusa con un crescendo di risultati che parla chiaro: la vittoria del girone nella seconda fase e l'approdo alle semifinali del torneo Piazza. Lo staff tecnico composto da Loris Sartor e Simone Canton, unitamente ai dirigenti accompagnatori, ha potuto apprezzare la presa di coscienza e di autostima dei ragazzi, autori di alcune prestazioni veramente notevoli. 

 

Innanzi tutto un cenno sulla sconfitta in semifinale con il Rubano: "Abbiamo trovato un squadra più forte di noi. Siamo attrezzati per quel livello, ma il Rubano domenica scorsa a Bassano si è dimostrato superiore, più pronto per giocare partite come quella" spiega Loris Sartor.

"La stagione è iniziata subito con entusiasmo e anche con delle buone aspettative da parte della squadra, che ha colto positivamente il mio ritorno; l'entusiasmo, però, è calato quasi subito con il progredire del campionato". Bisognava, perciò, trovare la chiave di volta per invertire la rotta e la chimica giusta è stata davvero trovata: "Assieme a Simone, che ringrazio per la grande disponibilità, abbiamo voluto far vivere la stagione sportiva alla squadra con serenità, trasmettendo un messaggio chiaro, che è stato percepito un poco alla volta: impegnatevi, partecipate e vedrete che arriveranno i risultati. I ragazzi hanno compreso che il lavoro e il sacrificio sarebbero stati paganti, tanto che sono giunti francamente dei risultati inattesi, perché se è vero che il quarto girone non è elevato come livello, è altrettanto vero che nella seconda fase abbiamo vinto precedendo Casale, Oderzo e Alpago, per poi eliminare nei quarti il Badia".

Sono servite anche le sedute di allenamento con la prima squadra: "E' stato un altro aspetto efficace del lavoro svolto con i ragazzi, perché pur essendo stati molto duri gli allenamenti con la serie B, fisicamente e psicologicamente, hanno reso la squadra cosciente delle proprie qualità".

Al di là dei risultati, che comunque servono sempre, il compito che si è posto sempre Loris Sartor è quello di preparare i ragazzi anche al rugby seniores: "Il mio obiettivo" conferma l'allenatore della nostra diciotto "è di fare in modo che arrivino quanti più ragazzi possibile in prima squadra. Capita che qualche giocatore lasci strada facendo, ma se si fa capire loro che possono farcela, si mettono in gioco e ci provano. Assieme a Simone abbiamo cercato proprio di mettere i ragazzi a proprio agio, dando loro la possibilità di giocare a rugby, provare, sperimentare, riprovare, insomma fornendo loro una proposta che rendesse attraente venire al campo ad allenarsi. Da parte loro, ci hanno creduto veramente e hanno iniziato a ottenere risultati che hanno aumentato la loro fiducia. Non mi reputo un allenatore in grado di insegnare skills, ma credo di poter aiutare la squadra a trovare una propria fisionomia in autonomia".

Quali i passaggi più difficili e i momenti più belli della stagione? "I bassi sono state senz'altro le sconfitte con squadre che giudicavamo meno moderne, rugbisticamente parlando, di noi, senza togliere nulla a nessuno. Alpago, Riviera e Montebelluna avevano un gioco basato più su qualità fisiche e tecniche, che di squadra e ci hanno inferto sconfitte severe, che sono servite a capire che il rugby è uno sport crudo, che non presenta scorciatoie. I momenti difficili ci hanno fatto crescere. Le vittorie con il Casale, invece, ci hanno fatto comprendere che stavamo facendo le cose per bene, perché abbiamo battuto una squadra strutturata, mettendo quella voglia di vincere che fa la differenza quando attraversi un momento di difficoltà all'interno della partita. Senza le vittorie sul Casale non sarebbero giunti i successi col Badia".

L'eliminazione in semifinale a opera del Rubano non ci consente di spareggiare in autunno per una posizione nel girone Elite. Disputeremo i barrages per qualificarci per il gruppo Meritocratico.

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